Ciao a tutti inserisco nel blog la prima bozza del progetto "relazioni genitori/educatori" che speriamo vivamente di riuscire a tirare in piedi....
La Bozza è stata redatta da Alessandra della cooperativa Tornasole con la quale stiamo collaborando
TRACCIA PER LA COSTRUZIONE DI UN PROGETTO
Bando 2008 legge 23/99
Premessa
Il primo elemento che caratterizza il progetto che presentiamo è che viene scritto a più mani; nasce infatti dalla collaborazione e dagli intenti di diverse realtà istituzionali, del privato sociale e dell’associazionismo che operano nei territori di Rezzato, Botticino e Mazzano. Questi protagonisti intendono progettare insieme intorno ad una finalità comune anche se con l’intento di partecipare alla concretizzazione del progetto stesso in modo diverso e secondo le proprie specificità, messe a disposizione per la efficace sinergia che ne può derivare.
L’associazione “scuola viva”, che riunisce numerosi genitori che provengono dai tre comuni confinanti; l’associazione “…..” che riunisce genitori residenti a Botticino; le tre amministrazioni comunali; l’istituto comprensivo che raccoglie le scuole secondarie di primo grado di Rezzato-Botticino; le direzioni didattiche; le parrocchie; alcune delle realtà sportive maggiormente frequentate dai bambini e dai ragazzi; la coop. Tornasole da tempo impegnata nella promozione di reti solidali tra famiglie e nell’attivazione di una comunità competente che assume le problematiche del proprio territorio. (Andranno descritte con maggior precisione).
Il bisogno che ritrova concordi e alleate queste diverse realtà è riferito alla necessità di instaurare un vero dialogo tra la famiglia, protagonista del progetto, e le realtà educative del territorio, in primis la scuola.
Pur considerando come fondamentale la necessità di curare la relazione tra partners educativi, soprattutto alla luce dei mutamenti sociali dei tradizionali ruoli assunti dalla famiglia, dalla scuola, dalla parrocchia e il massiccio coinvolgimento delle realtà sportive nella crescita dei bambini e dei ragazzi, si rileva ancora una profonda difficoltà
Nello stabilire un riconoscimento reciproco di identità e ruoli
Nell’ attribuzione reciproca di fiducia
Nella comprensione e accoglienza dei propri limiti educativi
Questa delicata e fondamentale comunicazione viene comunemente lasciata alla buona volontà dei singoli o relegata alla responsabilità dei “rappresentanti”.
Le difficoltà vengono gestite individualmente portando spesso ad un conflitto molto doloroso che pregiudica la creazione di un clima sereno e di alleanza tra adulti che solo permette ai bambini di crescere in modo armonico.
Il problema è complesso e nelle famiglie è vissuto intrecciato all’espressione di emozioni, di percezioni, di valori e di pensieri suscitati dalla relazione profonda con i figli e dalle aspettative in riferimento al loro percorso di crescita.
Ciò che si osserva è spesso che… i genitori di mazzano iscrivono i propri figli a Rezzato, quelli di rezzato a botticino, quelli di botticino a…alla ricerca della scuola perfetta, dell’allenatore migliore, del catechista più innovatore…Ogni famiglia affronta come può, a livello personale e solitario il problema, assumendosi anche onerosi compiti organizzativi, trasformandosi in “taxisti”, sradicando spesso i propri figli, e se stessi, dalla realtà locale di vita, da quelle relazioni di buon vicinato che solitamente aggregano le famiglie e fanno nascere il senso di appartenenza ad un territorio, la solidarietà tra famiglie vicine. Inoltre accade che i bambini conoscano ed esplorino il proprio territorio solo accompagnati in auto dai genitori...
La legge 23 offre un’attenzione specifica alla realtà familiare e alla sua capacità di divenire protagonista competente e dialogante nella costruzione di reti solidali, di alleanze per affrontare collettivamente i problemi comuni o particolari, e combattere l’isolamento che i ritmi di vita e di lavoro impongono alle famiglie stesse, con pesanti conseguenze…
Questa solitudine è anche solitudine educativa… (da continuare…)
Finalità:
Il progetto ha come finalità quella di proporre innovative e sperimentali iniziative di sensibilizzazione e formazione per le famiglie perché cresca la competenza al dialogo con la scuola e le altre realtà educative e si sperimentino e si consolidino buone prassi di incontro, dialogo e gestione del conflitto.
Obiettivi:
offrire opportunità di incontro e dialogo a più livelli tra famiglie e le altre realtà educative;
proporre iniziative formative che rendano competenti gli adulti educanti nella relazione reciproca sia personale che di gruppo/istituzionale
offrire opportunità formative di incontro che permettano la sperimentazione di un franco dialogo sulle percezioni e sulle attribuzioni reciproche di responsabilità nella educazione dei bambini o dei ragazzi
concretizzare iniziative diversificate, considerando le diverse realtà relazionali-comunicative vissute nei diversi ordini di scuola o in rapporto a diversi ruoli educativi
creare una commissione permanente per il dialogo tra scuola e famiglia e realtà educanti del territorio, un gruppo di lavoro che studi, sperimenti e proponga iniziative specifiche anche oltre il tempo di realizzazione del presente progetto.
Attività
Le attività concrete sono da definire.
La prima attività potrebbe essere la costituzione del gruppo “di sperimentazione studio” , costituito da genitori e insegnati/ altri educatori, che sperimenti in primis alcune modalità comunicative per poi proporle al territorio. Un gruppo che diventi il motore pensante del progetto.
Potrebbe essere sperimenta inizialmente almeno una iniziativa specifica per ogni “tipologia di relazione”:
Per la relazione tra famiglia e scuola dell’infanzia
Per la relazione tra famiglia e scuola primaria
Per la relazione tra famiglie scuola secondaria di primo grado
Per la relazione tra famiglia e centri sportivi
Per la relazione tra famiglie e parrocchie
Per ogni iniziativa potremmo scegliere un tema di interesse comune come pretesto per l’incontro e il confronto; quindi passare a discutere della relazione reciproca.
(ad es. per la scuola secondaria potremmo lavorare sul comune bisogno di formarsi in riferimento all’uso consapevole di internet ; per la scuola dell’infanzia il tema delle emozioni che colorano il processo di separazione…; per la primaria il tema potrebbe essere la gestione efficace dell’aggressività e del conflitto….)
Potremmo diversificare anche le modalità con cui concretizzarla (corso di formazione, incontri di sensibilizzazione, feste, giochi di ruolo, teatro forum, relazioni/colloqui individuali….
Visto che abbiamo a disposizione tre territori, potremmo scegliere un territorio per sperimentare il lavoro con la scuola dell’infanzia, un altro per quello con la primaria… un terzo per le realtà sportive…
Quindi pensare ad alcune iniziative che radunino tutte le persone incontrate e che hanno partecipato alle singole attività.
PS
Aggiungete idee, modificate ciò che ho scritto… confrontiamoci man mano che incontriamo i nostri interlocutori e prima dell’incontro sentiamoci ancora almeno telefonicamente.
Buon lavoro a tutti!
venerdì 4 aprile 2008
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